Una sognatrice









Se conoscessimo la verità la vedremmo;
tutto il resto è sistema e periferia.
Ci basta, se riflettiamo, l'incomprensibilità dell'universo;
volerlo capire è essere meno che uomini,
perché essere uomo è sapere che non si capisce.

Sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti,
sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili,
proprio perché sono impossibili,
la nostalgia di ciò che non c'è mai stato,
il desiderio di ciò che potrebbe essere stato,
la pena di non essere un altro,
l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo.

Il peso del sentire! Il peso di dover sentire!

Mi sono moltiplicata per sentire,
per sentirmi, ho dovuto sentire tutto,
sono straripata, non ho fatto altro che traboccarmi,
e in ogni angolo della mia anima
c'è un altare a un dio differente.

Sono sempre stata una sognatatrice ironica,
infedele alle promesse segrete.
Ho sempre assaporato, come altro e straniero,
la sconfitta dei miei vaneggiamenti,
assistendo casualmente a ciò che credo di essere.
Non ho mai prestato fede alle mie convinzioni.

Ho riempito le mie mani di sabbia, l'ho chiamata oro,
e ho aperto le mani facendola scorrere via.
La frase era stata l'unica verità.

Una volta detta la frase, tutto era fatto,
il resto era la sabbia che era sempre stata.


La filosofia non serve si può dire;
ma proprio perchè priva del legame di servitù,
è il sapere più nobile.

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