Risveglio


Notte fonda. Una campana rintocca le tre.
Ma forse il primo tocco è rimasto soffocato da questo cuscino.

Stavo dormendo. Stavo sognando.
Stavo affogando dentro a un sogno.

Un immagine fissa, immobile, che prendeva sempre più spazio dentro alla mente.
Difficile dire di cosa si trattasse. Da un po’ di tempo mi abita dentro.
Poi, mi rigiro nel sonno, gli odori più intimi mi abbracciano caldi.

Un fremito sulla pelle del cuore mi ricorda quanto sappia di casa,
di emozioni bambine, di vita piena di vita.

Il respiro, a poco a poco, si fa profondo trascinandomi per mano.
E si insinua, prepotente, nelle mie vene ubriache di respiro,
il desiderio di rifugiarmi dentro.
Vorrei poter arrestare l’espandersi del tempo, in questo universo vuoto;
cristallizzare l’eterna trasfigurazione della vita nella morte;
azzittire il frastuono dei sogni e rallentare il volo delicato degli angeli:
potrei così godere, senza fretta, di questo momento che m’illumina l’anima.

E la mia mente di nuovo si spegne nel buio.