semplicemente così... inizio così.
Inizio comunicando ad un mondo che a volte comprendo di rado, inizio pensando di poter esporre delle sensazioni, i miei pensieri, un vissuto.
Non credo di dover insegnare nulla a nessuno e non credo assolutamente di avere una parte specifica in tutto questo.
Mi sono resa conto di esistere e nel farlo vivo. Aprire una finestra al mondo è un bel modo di comunicare, ritengo che in questo momento, la comunicazione tra esseri umani sia in balia di eventi di evoluzioni, capaci di farci affondare nella nostra complessità oppure di darci la chiave giusta per una comprensione migliore.
Certo siamo i protagonisti assoluti in tutto questo, che ci piaccia o no, possiamo rimandare oppure incominciare, a leggere questo libro, che io ho intitolato " il senso ..........".
Non si tratta di farsi (seghe mentali... altra definizione mi sfugge ora...) ma di prendere atto che abbiamo dei sensi, capaci di leggere e di darci risposte.
Parlo con convinzione, parlo di prima persona, parlo di un esperienza vissuta, parlo di sofferenza, parlo di trasformazione, di lettura, di accettazione, di compassione di quello che la vita destina per noi.
Vita......... mi sono chiesta quanto in effetti, lei centri con tutto questo.
Capita a volte di destinare a lei, le nostre peggiori incomprensioni, arrivando al punto di credere o pensare che rappresenti, il nostro peggiore nemico.
Dico questo, perchè un giorno, satura e logorata da continui tormenti, mi sono rivolta a lei, ponendole questa domanda: perchè?
Follia ....? Pazzia....? Non mi interessa, ma interessante è cio che ho percepito come risposta e che cosa ho sentito ponendo questo dilemma.
Con volto austero e capace di infinita compassione, mi ha dato ascolto.
E' apparsa vestita di un tessuto leggero dai colori pastello, avvolta da un infinita serenità, come se tutte le ingiurie, le proteste ricevute, fossero temi a lei noti a lei riconosciuti, ma non per questo così forti e capaci di intaccare la sua consapevolezza dell'esistere.
La risposta che ho ricevuto è stata questa: dono e pongo le esperienze, che ad ogniuno di voi, servono per evolversi. Quello che io vi propongo è quello che inconsapevolmente voi chiedete.
Potete rifiutare, rimandare, non voler apprendere, non voler vivere, potete restare ancorati ad un esperienza all'infinito.
Siete liberi, siete padroni di un libero arbitrio, libertà ancora non chiara alla vostra comprensione, ma capace di cambiare, di trasformare gli eventi, capace di attingere dalle esperienze e donarvi quella consapevolezza necessaria all' evoluzione di ogniuno di voi.
Libero arbitrio?
Questa definizione mi ha colpito e la mia attenzione si è rivolta a lei, con estremo interesse a comprendere il suo significato, come se in quelle due parole ci fosse la lettura, la definizione, la porta, la chiave di tutto.
La vita, mi ha guardata, e prima di andarsene, sorridendo mi ha lasciato queste due parole, percependo una sensazione di amore e rispetto.
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