L'amore








L'amore... Attrae e unisce gli esseri viventi e coscienti in cerca di un reciproco bisogno di completamento. La sua natura direi paradossale. Si cerca contemporaneamente l'identico e il differente, l'altro se stesso e l'individuo diverso da se, la fusione senza residui e il rafforzamento della propria personalità.
Penso e scrivo : se l'altro non somigliasse, se non potessimo rispecchiare in lui e riconoscere nei suoi pensieri e sentimenti il riflesso dei nostri, l'amore non sorgerebbe, ma non si potrebbe amarlo neppure se somigliasse troppo, se fosse un duplicato, un'eco monotono e ripetitivo di noi stessi.
Continuo riconoscendola come una delle passioni più potenti e sconvolgenti. E' gioia incostante, che ha bisogno di continue rassicurazioni, espansione di se stessi oltre i vincoli della mortificante quotidianità. Sensazione di crescita, di arricchimento e di liberazione dalla chiusura nel proprio io rattrappito.
L'amore credo che sia una grande forza e che questa forza deve essere in parte assecondata. Cioè non si può sempre stare a tastarsi il polso per sapere se si sta bene, se si fa bene ad abbandonarsi all'amore. Bisogna abbandonarsi.
In fondo l'amore è questa capacità di aprirsi agli altri, di mettersi in gioco. E' pericoloso perchè se uno abbassa la guardia rischia di avere qualche pugno in faccia. Però non si può vivere sempre con l'armatura.
L'infatuazione � Qualcosa di sbagliato se uno la insegue per inseguire, ci si innamora dell'amore. Ma se invece si prende sul serio l'altra persona, è una grande scoperta. Ognuno di noi è come una specie di pozzo infinito da cui si trae molto e sulla cui superficie rispecchiamo noi stessi.

Definire l'Amore come quello stato d'animo, quel sentimento che comporta benessere, felicità, liberazione dai conflitti interiori ed esterni e che esprime le proprie manifestazioni mediante l'affetto, la solidarietà, la compassione non è affatto azzardato. Del resto chi non intuisce, anche se in maggiore o minore misura, che l'Amore è qualcosa di nobile, sublime, meraviglioso?
Tuttavia, se l'Amore significa qualche cosa di molto bello, appagante e positivo per l'esistenza, come mai l'Umanità, pur disponendo di tale dote, vive in un diffuso malessere e in una conflittualità permanente, mentre ricorrendo al utilizzo massiccio dell'Amore (patrimonio latente in ciascuno di noi), ovviamente ne scaturirebbe una qualità di vita meno traumatizzante, più serena e più felice?
Sicuramente c'è qualche ostacolo, non di poco conto, a impedirci di percorrere la strada dell'Amore per raggiungere, noi esseri umani il traguardo di una esistenza ideale, tanto agognata e inseguita.
Perciò, sarebbe molto importante, essenziale, che ognuno ci riflettesse sopra, cercando di sondare in profondità i propri sentimenti per scoprire la risposta. In un libro ho letto questo pensiero: e se la chiave per conoscere e vivere l'Amore consistesse nel ribaltamento del criterio "il mio benessere, la mia felicità dipendono da quanto io sono amato" (al quale l'essere umano almeno fin qui, è portato, educato, abituato; ritenendo, talvolta, da sempre che questa modalità sia inequivocabile).
Capovolgendo il concetto, ne risulta che: "La mia felicità, il mio benessere dipendono dalla dimensione in cui amo io".
Lascio a voi ...

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